Meno email. Quelle giuste. Nel momento giusto. È la promessa di PowerSchedulator, il motore proprietario con cui Ketchup ADV ha ripensato da zero la programmazione delle DEM.
Il problema: il “batch and blast” non funziona più
Per anni la logica delle DEM è stata semplice: più invii, più click, più revenue. Il risultato lo conosciamo tutti. Caselle intasate, utenti che smettono di aprire, disiscrizioni, reputazione del mittente che crolla.
Ogni email inutile ha un costo nascosto. Consuma l’attenzione dell’utente, erode la deliverability e abbassa la resa di tutte le campagne successive. Il vero spreco non è l’email che non converte: è l’email che non andava mandata.
Da qui la domanda da cui è nato PowerSchedulator: e se ogni slot di invio fosse trattato come una risorsa scarsa, da assegnare alla campagna che ha davvero senso per quel pubblico, quel giorno?
Cos’è PowerSchedulator
PowerSchedulator è il motore di schedulazione DEM sviluppato internamente da Ketchup ADV. Ogni giorno decide, riga per riga, quale campagna inviare a quale target, a che ora e con quale creatività.
La differenza rispetto a un normale calendario editoriale è l’obiettivo. PowerSchedulator non cerca l’invio migliore preso da solo: ottimizza la resa complessiva dell’intera giornata, rispettando tutti i vincoli commerciali e il limite di pressione su ogni pubblico.
In pratica sostituisce ore di incastri manuali su fogli Excel con una decisione matematica, ripetibile e tracciata. Il team commerciale definisce le regole; il motore le applica a migliaia di combinazioni in pochi minuti.
Come funziona: un motore in cinque livelli
Ogni giorno PowerSchedulator attraversa cinque livelli in sequenza. Ognuno risponde a una domanda precisa, dal “cosa è successo” al “cosa facciamo domani”.
- Raccolta dello storico – click, revenue ed eCPM aggregati per campagna, target e giorno della settimana; le combinazioni con pochi dati vengono marcate come poco affidabili.
- Correzione del bias – un modello statistico separa l’effetto di target, campagna e giorno, per ottenere un eCPM corretto per ogni coppia target/campagna.
- Scoring – ogni coppia riga/campagna eleggibile riceve uno Score moltiplicativo; budget esaurito o invio troppo recente bastano ad azzerarlo.
- Ottimizzatore globale – target raggruppati in cluster omogenei, allocazione con programmazione lineare per massimizzare lo Score dell’intera giornata, nel rispetto dei vincoli.
- Calendario d’invio e log di audit – le assegnazioni vengono scritte nel calendario, con backup automatico; ogni decisione resta registrata con punteggio e fattori.
Il cuore matematico è lo Score, un punteggio moltiplicativo:
Score = revenue attesa × priorità target × priorità campagna × budget × freschezza × esplorazione
La forma moltiplicativa è una scelta precisa. Se un solo fattore crolla verso zero, per esempio perché quel target ha già ricevuto la stessa campagna pochi giorni fa, l’intero punteggio collassa. Nessuna resa attesa, per quanto alta, può “comprare” un invio che stancherebbe l’utente.
L’AI, usata con saggezza
In PowerSchedulator l’intelligenza artificiale non è una scatola nera che decide al posto delle persone. È uno strumento preciso, usato solo dove fa davvero la differenza: stimare, imparare dai dati e ottimizzare.
Impara dallo storico, senza farsi ingannare. I dati di invio sono pieni di distorsioni: un target forte fa sembrare brillante qualunque campagna, un lunedì debole affossa anche la migliore. Un modello statistico di de-biasing separa l’effetto del pubblico, della campagna e del giorno della settimana. Il risultato è un eCPM “corretto” che misura il valore reale di ogni combinazione.
Sa quanto fidarsi di ciò che sa. Ogni stima porta con sé un livello di confidenza proporzionale ai dati osservati. Dove lo storico è scarso, il motore ricade su stime più generali e prudenti, invece di inseguire un dato casuale.
Esplora, ma con disciplina. Una campagna nuova non ha storico: come capire se funziona? PowerSchedulator le concede un bonus di esplorazione, ispirato agli algoritmi di apprendimento per rinforzo, ma solo su una piccola quota sorteggiata delle righe del giorno. Abbastanza per imparare, mai abbastanza per sprecare.
Ottimizza l’intera giornata, non il singolo invio. Il livello finale usa la programmazione lineare, la stessa matematica della logistica: raggruppa i target in cluster omogenei e risolve un problema di trasporto tra pubblici e campagne. È così che ogni slot va dove produce più valore complessivo.
Le regole, invece, restano umane. Budget, priorità, esclusioni e limiti di pressione li decide il team commerciale, e il motore non li può scavalcare. Ogni decisione viene registrata con punteggio e fattori in un log di audit: nessuna scelta resta inspiegabile.
GDPR by design
PowerSchedulator ragiona su pubblici, non su persone. Il motore lavora su dati aggregati di performance: click, revenue ed eCPM per combinazione di campagna, target e giorno della settimana.
Non servono profili individuali per decidere bene. Servono buone statistiche sui segmenti, costruiti a monte nel rispetto del consenso degli utenti. È il principio di minimizzazione dei dati del GDPR, applicato all’architettura stessa del sistema.
Anche la pressione email è una scelta di rispetto. Limiti giornalieri per target, pause minime tra invii simili e tetti di concentrazione fanno sì che il consenso dato dall’utente non diventi mai un’autorizzazione all’eccesso. Ogni decisione, infine, è tracciata e verificabile in caso di audit.
Cosa cambia: valore per tutti
Meno email inutili non significa meno risultati. Significa che ogni invio lavora di più.
- Per gli utenti: ricevono meno messaggi, più pertinenti, mai la stessa offerta a ripetizione. La casella resta un posto dove vale la pena guardare.
- Per gli advertiser: le campagne escono nei giorni concordati, sui pubblici giusti, con un budget che si consuma in modo graduale e prevedibile invece di esaurirsi in un picco.
- Per gli editori e i database: nessuna campagna satura un singolo database, e la resa dei pubblici è protetta nel tempo dalla regola anti-fatica.
- Per la marginalità: ogni slot va alla campagna con il miglior valore atteso per quel pubblico, quel giorno. È la differenza tra riempire un calendario e ottimizzarlo.
- Per il team: ore di incastri manuali diventano un processo ripetibile, con un log che spiega ogni scelta.
Il futuro delle DEM è selettivo
Per anni il settore ha misurato il successo in volumi. Con PowerSchedulator, Ketchup ADV lo misura in pertinenza: la mail giusta, alla persona giusta, nel giorno giusto. E nessuna di troppo.
Algoritmi proprietari, AI usata dove serve, regole commerciali che restano nelle mani delle persone e rispetto del GDPR fin dall’architettura. È così che crescono insieme la marginalità delle campagne e la fiducia degli utenti.
Vuoi scoprire come PowerSchedulator può lavorare sulle tue campagne? Contatta il team Ketchup ADV e parliamone.


